Scritto il 03/01/2024
Dott. Pietro Mignano

La dieta chetogenica implica l’eliminazione, per un periodo variabile, di tutti gli zuccheri e i carboidrati dalla tua dieta, al fine di raggiungere uno stato metabolico chiamato chetosi, che favorisce la combustione dei grassi accumulati nel tessuto adiposo.

La chetosi è uno stato metabolico in generale molto sicuro, anche per il semplice fatto che – per lunghi periodi della nostra evoluzione – è stato forse il prevalente.

Tuttavia, è importante prestare attenzione a come si entra in chetosi!

Il fatto che una dieta induca la chetosi, infatti, non implica automaticamente che sia salutare o che produca risultati duraturi.

Al contrario, alcune diete chetogeniche possono essere dannose e, secondo la mia esperienza, possono persino predisporre al riacquisto del peso perso.

Alla stessa maniera, il fatto che un qualche alimento o bevanda sia “cheto” non lo rende per forza sano. A questo proposito, faccio sempre l’esempio dei superalcolici: sono cheto, ma anche inequivocabilmente dannosi!

Bisogna quindi imparare – per stare in cheto e starci bene – a scegliere i cibi giusti (qui trovi un mio video sui 5 migliori cibi cheto).

E anche a stare lontani da quelle che definisco “le diete chetogeniche a tutti i costi“, le quali utilizzano la chetosi non come mezzo, ma come fine.

Il problema di queste diete è che sono, di solito, ricche di prodotti sostitutivi e bevande “cheto”.

Ovvero di alimenti industriali formulati per avere, allo stesso tempo:

  • un sapore simile ai prodotti che imitano
  • un contenuto di zuccheri e carboidrati compatibile con un regime cheto

Esempi comuni di prodotti cheto includono biscotti, barrette proteiche, creme cheto “al sapore di cioccolato”, sostituti del riso o della pasta a basso contenuto di carboidrati.

Mentre fra le bevande cheto troviamo bibite energetiche cheto, vari tipi di bevande gasate light o zero, bevande proteiche cheto.

La maggior parte di questi prodotti possono contenere dolcificanti artificiali, additivi e conservanti in quantità notevole.

A dispetto quindi di un packaging spesso accattivante che pretende di farli sembrare artigianali, si tratta in realtà quasi sempre di cibi iperprocessati, lontanissimi da quella che dovrebbe essere una alimentazione naturale.

Oltre al fatto che è difficile considerarli salutari, questo tipo di prodotti sono anche i principali responsabili della cattiva fama delle dieta chetogenica.

Quella stessa cattiva fama che sperimenti anche tu quando dici a qualcuno che stai facendo una dieta chetogenica e – in risposta – ti senti dire cose come:

“Ti farà male”, “Si può fare solo per X settimane”, “Ti rovinerai il fegato e i reni”.

Si tratta di errate percezione dovute al fatto che – quando la dieta chetogenica è sbarcata anni fa in Italia – lo ha fatto proprio portandosi dietro un corredo infinito di prodotti costosi e iperprocessati.

Tutti assolutamente non necessari a raggiungere la chetosi, perché questa può invece essere facilmente raggiunta consumando carne, pesce, pollame, verdura, uova, quantità modeste di formaggio.

Ovvero cibi freschi, non processati e che consumiamo più o meno della notte dei tempi.

Il fatto però che – invece – i prodotti cheto siano costosi e iperprocessati – non è neanche il peggiore dei problemi.

Il problema dei prodotti cheto

Il problema principale dei prodotti cheto è che, soprattutto nei pazienti con una lunga storia di sovrappeso e obesità, essi possono

  • perpetuare le cattive abitudini alimentari che hanno contribuito all’ aumento di peso
  • aumentare il rischio di ricadere nelle versioni ricche di carboidrati di quei prodotti, compromettendo il successo a lungo termine della dieta

Il risultato è che non solo si fa più fatica a perdere peso, ma è anche poi molto più facile riprenderlo.

Ma è logico che sia così.

Per rendertene conto, pensa ai cibi con i quali da sempre tendi ad esagerare: la pizza, il tiramisù, i biscotti, la brioche del mattino, la Nutella.

Se te ne danno delle versioni cheto, davvero ne mangi molti di meno? O rischi, comunque, di mangiarne troppi, andando ben oltre il tuo vero punto di sazietà?

Alla stessa maniera, poi, se continui a esagerare con quel tipo di cibi, ancorchè nella loro versione cheto, come fai davvero a liberartene da un punto di vista psicologico e a cambiare definitivamente le tue abitudini?

Rischi di trovarti in una situazione simile a chi passa dalla sigaretta normale a quella elettronica per i fumatori: se anche causasse meno danni, cosa tutta da dimostrare, mantiene comunque legata la persona al vizio del fumo, aumentando il rischio di riprendere prima o poi a fumare.

Quello che invece si deve fare, in una dieta chetogenica ben fatta, è scegliere cibi che non solo ti facciano entrare in chetosi, ma ti permettano anche di cambiare le tue abitudini.

Se no, è improbabile che i tuoi risultati a lungo termine migliorino.

Che cibi mangiare per entrare in cheto?

Come abbiamo visto, dunque, una dieta basata su continue indulgenze utilizzando questo o quel sostituto, secondo me è quasi sempre destinata al fallimento, perché non ristruttura il tuo rapporto col cibo e la tua maniera di mangiare.

Per questa ragione, dunque, in una vera dieta chetogenica i prodotti non sono affatto necessari, anzi, sono da evitare.

Vanno invece consumati cibi veri, freschi, nutrienti e deliziosi, che

  • favoriscono la perdita di peso e la guarigione del corpo
  • non richiedono il conteggio delle calorie, poiché regolano automaticamente la sensazione di sazietà (proprio così! Niente conteggio delle calorie. Per capire perché, vai all’articolo su perchè le diete ipocaloriche fanno ingrassare).
  • comunicano al tuo corpo segnali adeguati, ripristinando risposte ormonali e nervose corrette.

Questo tipo di cibi e e bevande sono quelli dei quali parlo negli articoli su:

Seguendo l’approccio del “cibo vero” del quale parlo nei due articoli di cui sopra, potrai riscoprire l’unica chiave per mantenere un peso ideale nel tempo: l’alternanza corretta e naturale tra fame e sazietà.

Dirai addio con serenità agli eccessi alimentari, alla dipendenza da cibo, alla fame nervosa o da stress, alle improvvise abbuffate, alla disastrosa mentalità del “ancora solo un pezzettino e poi basta“.

Tutte cose che, invece, con i prodotti cheto rischi di portarti dietro per sempre.

Conclusioni: perchè molti consigliano prodotti cheto? 

Ma se i prodotti cheto

  • non sono necessari alla chetosi
  • costano cari
  • sono quasi sempre iperprocessati
  • tendono a mantenere le dinamiche comportamentali dei loro omologhi a base di carboidrati

allora come mai tanti nutrizionisti consigliano di utilizzarli? Come mai tanti influencer si prendono la pena di mangiare il bombolone cheto in diretta su instagram?

Bè, alcuni lo fanno in buona fede e pensano che, grazie al prodotto sostitutivo, per il paziente può essere più facile seguire la dieta.

Per questi colleghi ho rispetto, ma credo che si sbaglino, perché, come abbiamo visto, questa illusoria facilità iniziale viene spesso pagata nel lungo termine.

E poi c’è tutta una folta schiera di colleghi, influencer e finti esperti che consigliano i prodotti cheto per la ragione più banale di tutte: vengono in qualche maniera pagati per farlo dalle aziende che li producono.

Per queste persone non nutro alcuna simpatia e credo che, se sei alla ricerca di una soluzione duratura al problema del peso, devi assolutamente evitarle.

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L'autore dell'articolo è il Dott. Pietro Mignano

Farmacista e biologo nutrizionista
Iscrizione Albo N AA_079756
Docente di Nutrizione Umana ed Endocrinologia presso la Scuola di Osteopatia Chinesis IFOP a Roma
Esperto di dieta chetogenica, ha perfezionato la sua preparazione negli Stati Uniti con il Prof. Eric Westman della Duke Univeristy.
E’ autore del manuale bestseller “Dieta Chetogenica per Pigri”
È coautore di “Carbo – Loop. Come spezzare il circolo vizioso che ci porta ad essere grassi, stanchi e sempre affamati”.

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