Scritto il 20/02/2025
Dott. Erik Gozzo

La dieta chetogenica è nota per i suoi benefici nel controllo della glicemia e nella perdita di peso. Tuttavia, l’inclusione del caffè in questo regime alimentare solleva spesso domande: il caffè può interferire con la dieta chetogenica? Qual è l’ impatto del caffè sui chetoni e sulla glicemia?

In questo articolo, analizzeremo il rapporto tra caffè e dieta chetogenica per capire se e quanto caffè si può consumare in chetosi.

Il caffè interrompe la chetosi?

Il caffè nero, privo di zuccheri e latte, contiene una quantità trascurabile di carboidrati e calorie, rendendolo compatibile con la dieta chetogenica.

Tuttavia, come vedremo, la caffeina può influenzare il metabolismo del glucosio.

Uno studio per esempio ha evidenziato che l’assunzione di caffeina può aumentare la glicemia immediatamente dopo averlo consumato, poiché stimola la produzione di adrenalina, che a sua volta induce il fegato a rilasciare glucosio nel sangue

Per questo, ai miei pazienti raccomando sempre di fare le analisi del sangue non solo a digiuno, ma anche senza aver bevuto il caffè della mattina.

Se no c’è il rischio che il dato della glicemia a digiuno risulti falsato.

Benefici del caffè nella dieta chetogenica

Nonostante i potenziali effetti sulla glicemia, il caffè offre diversi benefici che possono integrarsi positivamente con la dieta chetogenica:

  • Effetto termogenico: La caffeina può aumentare il metabolismo basale, favorendo la combustione dei grassi.
  • Controllo dell’appetito: Il caffè può ridurre temporaneamente la sensazione di fame, utile nei protocolli di digiuno intermittente spesso abbinati alla dieta chetogenica.
  • Stimolo cognitivo: Migliora concentrazione e memoria, contrastando la cosiddetta “keto flu” nelle fasi iniziali della dieta.
  • Azione antinfiammatoria: I polifenoli presenti nel caffè hanno effetti antiossidanti e protettivi.

Caffè e dieta chetogenica, però, non vanno sempre d’accordo.

Svantaggi del caffè in chetogenica

Il caffè in chetogenica può rappresentare un ostacolo se non gestito correttamente:

  • Picchi glicemici subdoli: Anche senza zuccheri aggiunti, la risposta ormonale indotta dalla caffeina può far salire temporaneamente la glicemia.
  • Aumento del cortisolo: Se sei già stressato o dormi poco, il caffè amplifica la produzione di cortisolo, l’ormone che stimola la produzione di glucosio.
  • Blocchi nella chetosi: In soggetti sensibili, un aumento costante del cortisolo può rallentare la produzione di corpi chetonici.

Se sospetti che il caffè o altre bevande stiano ostacolando la tua chetosi, ho preparato un video dove parlo proprio delle bevande permesse e di quelle da evitare in dieta chetogenica.

Caffè e chetosi: come berlo senza rischi

Consigli pratici:

  • Evita il caffè a stomaco vuoto: Accompagnalo con fonti di grassi o proteine (es. noci o uova) per ridurre l’impatto glicemico.
  • Limita le quantità: 1-2 tazzine al giorno sono generalmente sicure.
  • Scegli le giuste aggiunte:
  • Sperimenta il decaffeinato: Se noti sbalzi glicemici ma ami il caffè, il decaffeinato potrebbe essere una valida alternativa.
  • Monitora la tua risposta glicemica: Usa un glucometro per vedere se il caffè influisce sulla tua glicemia o sui livelli di chetoni.

Il Bulletproof Coffee: il caffè chetogenico per eccellenza

Uno degli abbinamenti più popolari nella dieta chetogenica è il Bulletproof Coffee, una miscela di caffè, burro chiarificato e olio MCT. Questo mix è stato ideato per fornire energia costante e prolungata, migliorando la chetosi.

Perché è utile in chetogenica?

  • Rallenta l’assorbimento della caffeina, evitando picchi glicemici.
  • Fornisce grassi di alta qualità che alimentano la produzione di corpi chetonici.
  • È ideale come sostituto della colazione durante il digiuno intermittente.

Tuttavia, io consiglio di consumarlo solo se piace davvero, perchè non è affatto indispensabile per entrare in chetosi.

Caffè e dieta chetogenica: il segreto è la personalizzazione

Ogni persona reagisce in modo diverso alla caffeina. Se sei in chetosi e noti difficoltà a mantenerla o rilevi fluttuazioni glicemiche insolite, il caffè potrebbe essere uno dei fattori da riconsiderare.

Test consigliati:

  • Controlla la glicemia prima e dopo il caffè: Usa un glucometro per verificare se il caffè provoca un aumento significativo della glicemia. Se noti un incremento superiore a 10-15 mg/dl, potresti essere particolarmente sensibile agli effetti glicemici della caffeina.
  • Monitora i livelli di chetoni: Se segui una dieta chetogenica stretta, è utile misurare anche i chetoni nel sangue o nelle urine prima e dopo il caffè. Se i livelli di chetoni diminuiscono dopo il consumo, potresti dover riconsiderare le quantità o optare per il decaffeinato.

Ricorda: il caffè può essere un prezioso alleato della dieta chetogenica grazie ai suoi effetti termogenici, alla capacità di controllare l’appetito e ai benefici cognitivi. Tuttavia, i suoi effetti sulla glicemia e sui livelli di cortisolo richiedono attenzione, soprattutto per chi è particolarmente sensibile o ha difficoltà a mantenere la chetosi.

La chiave sta nella personalizzazione: osserva come il tuo corpo reagisce e sperimenta le diverse modalità di consumo. Limitare il caffè a 1-2 tazzine al giorno, evitare di berlo a stomaco vuoto e optare per alternative come il Bulletproof Coffee possono aiutarti a massimizzare i benefici e minimizzare i rischi.

Se hai dubbi o noti fluttuazioni glicemiche non spiegabili, consulta un medico o un nutrizionista per un piano alimentare più specifico e adatto al tuo metabolismo!

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L'autore dell'articolo è il Dott. Erik Gozzo

Medico Chirurgo.
Membro di Low Carb USA, vive e lavora fra Città del Messico e l’Italia
Esperto di nutrizione e comportamento, è autore del libro bestseller “Il Kata della volontà – Come ottenere una forza di volontà d’acciaio”
È coautore di “Carbo – Loop. Come spezzare il circolo vizioso che ci porta ad essere grassi, stanchi e sempre affamati” e di "Dieta chetogenica senza prodotti"

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