In una dieta chetogenica, dove è essenziale mantenere basso l’apporto di carboidrati per rimanere in chetosi, il parmigiano può essere una risorsa preziosa.

Come altri formaggi ben stagionati, infatti, ha un contenuto di carboidrati davvero molto basso.

Per intenderci, una porzione da 30 grammi di parmigiano – spesso si trovano addirittura già preparate e confezionate – contiene in media meno di 0.5 grammi di carboidrati.

Nessun pericolo, dunque, che interrompa la chetosi!

Allo stesso tempo, però, come capita un po’ per tutti i latticini, in una dieta chetogenica dimagrante il parmigiano va utilizzato con un certo criterio.

In questo articolo ti racconterò quindi proprio pregi e difetti del consumo di parmigiano in chetogenica, fornendoti alcuni consigli per utilizzarlo al meglio.

Benefici del parmigiano in una dieta chetogenica

Oltre al fatto che ha pochissimi carboidrati, il Parmigiano Reggiano:

  • E’ ricco di grassi, che favoriscono l’entrata in chetosi, e proteine, che permettono di preservare la massa magra durante una dieta.
  • E’ prodotto in modo artigianale e rigoroso secondo tradizioni secolari, sei quindi sicuro che non stai mangiando schifezze piene di conservati e additivi. Fra un formaggio industriale spalmabile fatto con scarti di produzione e una fetta di parmigiano, la differenza da un punto di vista della qualità è enorme.
  • E’ ricco di calcio e contiene anche una quantità significativa di vitamina A, importante per la salute della pelle, della vista e del sistema immunitario, e di vitamina B12, essenziale fra le altre cose per la salute delle guaine nervose e delle cellule sanguigne
  • Ha un bassissimo contenuto di lattosio, cosa che lo rende spesso più digeribile anche a chi ha dei gradi di intolleranza a questa molecola
  • E’ un jolly che ti permette di mangiare qualcosa di cheto in quasi qualunque situazione, perché – almeno in Italia, lo trovi normalmente dappertutto: al supermercato, sul bancone dell’aperitivo, alla festa di nozze e, ormai, persino in confezioni monodose in alcuni distributori automatici.

Come sempre capita in nutrizione, però, c’è anche un rovescio della medaglia.

Svantaggi e controindicazioni del parmigiano in chetogenica

Qualche anno fa, alla Yale University, è stata fatta una classifica dei 10 cibi più addictive (ovvero, in grado di creare dipendenza). Di questi, ben nove erano a base di zuccheri e carboidrati.

Uno solo, invece, era a base di proteine e grassi, e quell’uno era il formaggio.

Se poi si tratta di un formaggio saporito come il parmigiano, il rischio di mangiarne troppo aumenta ulteriormente.

Credo infatti che a quasi tutti, prima o poi, sia capitato di esagerare col parmigiano: lo hai là davanti, vorresti giusto “toglierti la voglia” con un assaggio, e invece un pezzo dopo l’altro arrivi quasi a finirlo.

Questo non sarà un problema per la chetosi, ma lo sarà per la tua dieta, perché assumerai un eccesso di calorie e grassi saturi tali che:

  • Potrebbero arrestare la tua perdita di peso (non a caso, inserisco l’eccessivo consumo di formaggi, e in particolare di parmigiano, ai primi posti della mia lista di ragioni per lo stallo del peso)
  • Potrebbero innalzare i tuoi livelli di colesterolo così tanto da spingerti, a un certo punto, a dover abbandonare la dieta chetogenica

E’ quindi importante non esagerare neanche con il parmigiano!

Oltre a questo, alcune persone potrebbero avere una specifica intolleranza alimentare alla caseina – proteina contenuta in quantità elevata nel parmigiano – e quindi presentare disturbi gastrointestinali, come gonfiore e diarrea, oppure altri tipi di disturbi allergici.

In quest’ultimo caso, il consumo di parmigiano – così come degli altri formaggi – potrebbe essere controindicato, in dieta chetogenica come in generale.

Ecco una tabella con i valori nutrizionali medi del Parmigiano Reggiano DOP per 100 g:

parmigiano e dieta chetogenica

Prendi comunque l’abitudine, in chetosi, di leggere le etichette e i dati nutrizionali dei prodotti che acquisti, poiché potrebbero variare leggermente in base alla marca e alla produzione specifica.

Quantità consigliata di parmigiano nella dieta chetogenica.

Se uno deve perdere molto peso, come regola generale – da contestualizzare poi in base alle caratteristiche del singolo paziente – io consiglio di non eccedere i 300 grammi settimanali di formaggi e latticini totali.

Teoricamente, potrebbero anche essere trecento grammi di solo parmigiano reggiano.

Consiglio però, sia per ragioni di varietà che per ragioni economiche (il parmigiano non è certo a buon mercato, anche se vale ogni euro che costa), di mangiare al massimo 100 – 150 grammi di parmigiano, e “giocarsi” il resto su altri prodotti casearei.

Sostituti possibili del parmigiano in cheto possono essere:

  • Altri formaggi stagionati, come il grana padano, il pecorino romano, il gouda, il gruviera, tutti a bassissimo tenore di carbo
  • Formaggi freschi, come stracchino, mozzarella, ricotta,, etc, che però, a volte, hanno un contenuto di carbo maggiore e quindi vanno mangiati con più attenzione in chetogenica.
  • Latte intero (in quantità modeste) e yogurt greco a basso contenuto di zuccheri (per quanto riguarda il latte, leggi l’articolo sul migliore latte in una dieta chetogenica).

Oltre che essere consumato da solo, poi, in una dieta chetogenica il parmigiano può anche diventare un ingrediente di ricette più articolate, entrando a far parte di fritture, insalate e piatti al forno.

L’importante è conteggiarne comunque la quantità utilizzata, per non eccedere con calorie e colesterolo.

Conclusioni: il ruolo del parmigiano nella dieta chetogenica

Il Parmigiano Reggiano può essere un utile alleato in una dieta chetogenica, a patto di essere consumato con moderazione.

Grazie al suo bassissimo contenuto di carboidrati, alla sua ricchezza di grassi e proteine, e alla sua densità nutrizionale, può supportare con efficacia la chetosi e offrire micronutrienti importanti all’organismo.

Per queste ragioni, fra i formaggi, il parmigiano è l’alimento che consiglio più spesso nella dieta chetogenica.

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L'autore dell'articolo è il Dott. Erik Gozzo

Medico Chirurgo.
Membro di Low Carb USA, vive e lavora fra Città del Messico e l’Italia
Esperto di nutrizione e comportamento, è autore del libro bestseller “Il Kata della volontà – Come ottenere una forza di volontà d’acciaio”
È coautore di “Carbo – Loop. Come spezzare il circolo vizioso che ci porta ad essere grassi, stanchi e sempre affamati”.

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