L’universo della nutrizione è ricco di terminologie e concetti che possono sembrare complicati, ma che in realtà riguardano aspetti assolutamente naturali.

Nel mondo delle diete e del fitness, negli ultimi anni si è fatto un gran parlare di “chetoni” e di “dieta chetogenica”.

Ma che cosa sono i chetoni?

Perché è importante conoscerli, soprattutto se si è in sovrappeso e si sta considerando la dieta chetogenica?

In questo articolo, il Dr. Erik Gozzo, esperto di dieta chetogenica ci racconterà in maniera chiara e concreta tutte le informazioni fondamentali sui chetoni.

Chetoni: che cosa sono e a cosa servono

I chetoni o corpi chetonici sono – insieme al glucosio – una delle due fonti di energia che il nostro corpo è in grado di utilizzare per le sue funzioni.

Si formano quando il nostro corpo metabolizza i lipidi, ovvero i grassi, per produrre energia.

(Nota: i chetoni, oltre che essere prodotti internamente dal corpo, possono anche essere assunti dall’esterno come integratore, e in questo caso si chiamano chetoni esogeni. Se clicchi su questo articolo, ti spiego perché NON devi prendere chetoni esogeni).

Un po’ di chetoni viene prodotto fisiologicamente ogni giorno, indipendentemente da cosa mangi.

Ma è solo quando l’apporto di zuccheri e carboidrati con la dieta si abbassa molto (intorno ai 20 grammi al giorno o meno) che il corpo attiva in maniera significativa il metabolismo lipidico: a quel punto, le riserve di grassi immagazzinate nel tessuto adiposo vengono piano piano smobilizzate e convertite in chetoni attraverso un processo che si chiama chetogenesi (approfondisci su PubMed)

La chetogenesi avviene prevalentemente nel fegato.

Dal fegato, poi, i chetoni vengano distribuiti al resto del corpo tramite il flusso sanguigno, e utilizzati dalle cellule come fonte prevalente di energia al posto del glucosio.

L’organismo è entrato, a questo punto, in quello stato metabolico che si definisce chetosi nutrizionale (approfondisci su questo articolo i benefici della chetosi nutrizionale).

Chetoni e dimagrimento

Riassumendo quanto visto prima, quindi, possiamo dire quanto segue:

In una dieta moderna, tipicamente ricca di carboidrati, il nostro corpo utilizza proprio i carboidrati come fonte primaria di energia; tuttavia, quando questi scarseggiano – come in una dieta povera di carboidrati o in un digiuno prolungato – il metabolismo lipidico si attiva e si passa ad attingere energia dai depositi di grasso attraverso la chetogenesi.

E’ per questa ragione che una dieta chetogenica, ovvero una dieta che stimola il metabolismo lipidico e la produzione di corpi chetonici, è così efficace nel far perdere peso!

Come si misurano i chetoni

Per capire se si è entrati in chetosi, ovvero se il metabolismo lipidico è subentrato al metabolismo del glucosio, si possono misurare i livelli di chetoni essenzialmente in 3 modi:

1. Come misurare i chetoni nel respiro:

Questo metodo permette di misurare l’acetone espirato, che è uno dei corpi chetonici prodotti nel metabolismo lipidico. Si utilizzano dispositivi portatili e non invasivi: la persona soffia nel dispositivo e viene rilevata la concentrazione di acetone.

2. Come misurare i chetoni nel sangue:

Questo metodo fornisce una misurazione diretta della concentrazione di chetoni nel flusso sanguigno.

Si utilizzano dispositivi che richiedono una piccola quantità di sangue prelevata tramite un micro-ago e sono in grado di misurare la concentrazione di beta-idrossibutirrato nel sangue.

3. Come misurare i chetoni nelle urine:

Si utilizzano strisce reattive speciali, chiamate comunemente stick urinari per chetoni, che cambiano colore in base alla concentrazione di chetoni nelle urine. La persona urina su una striscia reattiva e il colore che si sviluppa viene confrontato con una scala di colori per determinare il livello approssimativo di chetoni nelle urine.

Ognuno di questi metodi offre vantaggi e limitazioni, e la scelta del metodo dipende dalle esigenze specifiche di monitoraggio e dalle preferenze del paziente.

La misurazione dei chetoni nel sangue è certamente la modalità più accurata e diretta, però è anche la più invasiva. Mentre la misurazione nel respiro e nelle urine fornisce indicazioni indirette ma è più economica e meno invasiva.

Per il monitoraggio dei chetoni nella dieta chetogenica, il metodo che di solito consiglio ai miei pazienti e che di gran lunga preferisco in termini di rapporto comodità/costo/precisione sono gli stick urinari per chetoni.

Il momento migliore per misurare i chetoni nel sangue o nelle urine è al mattino presto o la sera dopo cena (vedi articolo).

Come raccontiamo però in questo video, per sapere se sei in chetosi a volte basta semplicemente fare attenzione ad alcuni messaggi che ti trasmette il tuo corpo.

Video a cura del Dr. Pietro Mignano, farmacista e biologo nutrizionista esperto di dieta chetogenica

Ma quando e perché è importante misurare i corpi chetonici?

Misurare i corpi chetonici è importante sia per chi segue una dieta chetogenica, per essere sicuro di essere entrato in chetosi e di mantenerla, sia – anzi, soprattutto – per chi è affetto da diabete di tipo 1 (il cosiddetto diabete govanile).

Nei pazienti affetti da Diabete di tipo 1, infatti, può instaurarsi, per una serie di eventi scatenanti, una situazione clinica che si chiama chetoacidosi diabetica (approfondisci su PubMed). 

Mentre la chetosi nutrizionale è un meccanismo fisiologico e innocuo, la chetoacidosi diabetica è un meccanismo patologico e molto pericoloso, che si caratterizza per un livello altissimo, nello stesso momento, di chetoni e glucosio nel sangue.

Quali sono i chetoni endogeni? 

I chetoni più comuni nell’organismo umano sono l’acetone, l’acetilacetato e il beta-idrossibutirrato.

Ecco una breve panoramica delle caratteristiche e delle funzioni di ciascuno di essi. Se non sei un appassionato di biochimica, puoi saltare e andare alla parte finale dell’articolo, che è la più importante da ricordare.

1. Acetone:

Caratteristiche: È il chetone più semplice e volatile, con un odore dolciastro e pungente. È prodotto principalmente come sottoprodotto del metabolismo degli acidi grassi. Lo si misura principalmente nel respiro.

Funzione: L’acetone è principalmente un prodotto di scarto, ma può anche essere utilizzato come fonte di energia in condizioni specifiche

2. Acetilacetato (o Acetilacetoacetato):

Caratteristiche: È un chetone intermedio nel percorso del metabolismo degli acidi grassi, sintetizzato a partire da acetoacetil-CoA.

Funzione: L’acetilacetato è un precursore importante nella sintesi di altri chetoni, come il beta-idrossibutirrato. È coinvolto nel trasporto di aceti da tessuti periferici al fegato, dove può essere convertito in altre molecole energetiche o utilizzato per la sintesi di lipidi.

3. Beta-idrossibutirrato:

Caratteristiche: È il chetone predominante nel sangue e la principale fonte di energia durante periodi di chetosi. Lo si misura principalmente nel sangue

Funzione: Il beta-idrossibutirrato è una fonte alternativa di energia per il cervello e altri tessuti quando i livelli di glucosio sono bassi, come durante il digiuno o in condizioni di restrizione di carboidrati.

Insieme, questi chetoni endogeni svolgono un ruolo cruciale nell’apportare energia alternativa al corpo quando i livelli di glucosio sono limitati.

Cosa sono i corpi chetonici? Una risorsa per la salute!

Nella alimentazione moderna, dove zuccheri e carboidrati sono presenti in grande eccesso, entrare in chetosi è ormai un evento raro, a meno che non lo si faccia di proposito attraverso il digiuno o la dieta chetogenica.

Per centinaia di migliaia di anni, però, prima che iniziasse l’agricoltura, consumavamo zuccheri e carboidrati solo occasionalmente, e quindi la via chetogenica non solo era ampiamente utilizzata dall’organismo, ma probabilmente era quella più abituale.

Ecco dunque che, contrariamente a quanto ogni tanto capita di sentire in giro, i chetoni non sono nulla di strano o pericoloso, ma anzi, svolgono da sempre un ruolo vitale nel nostro metabolismo energetico.

E quindi, una dieta chetogenica, quando fatta in maniera sana e sotto la guida di un esperto, può essere una risorsa davvero importante per perdere peso e migliorare la salute.

Scarica gratuitamente il primo capitolo di

Carbo Loop

ed entra nella nostra community!

L'autore dell'articolo è il Dott. Erik Gozzo

Medico Chirurgo.
Membro di Low Carb USA, vive e lavora fra Città del Messico e l’Italia
Esperto di nutrizione e comportamento, è autore del libro bestseller “Il Kata della volontà – Come ottenere una forza di volontà d’acciaio”
È coautore di “Carbo – Loop. Come spezzare il circolo vizioso che ci porta ad essere grassi, stanchi e sempre affamati”.

Leggi altro...



>