Scritto il 04/06/2022
Dott. Erik Gozzo

Nonostante non funzionino, le diete facili vendono.

Perché?

Grazie alla loro promessa di non dover rinunciare a nulla.

Sembra infatti che solo l’idea del dover rinunciare a qualcosa sia ormai diventata qualcosa di inaccettabile, tanto a tavola come nella vita.

Si tratta di una visione delle cose non solo superficiale, ma molto lontana dalla realtà.

Lascia allora che ti racconti una storia vera.

L’esperienza dei Keto Camp

Agli incontri Keto Camp (si tratta di gruppi terapeutici online a cui partecipano una decina di persone alla volta), invitiamo spesso alcune pazienti a condividere la loro esperienza di dimagrimento.

Sono sempre dei momenti speciali, e spero che un giorno avrai l’occasione di parteciparvi.

C’è chi ha perso 30 chilogrammi ritornando dentro ai vestiti di quando aveva 20 anni.

Chi, oltre a dimagrire, è riuscito a mettere sotto controllo situazioni patologiche come la glicemia, l’ipertensione, l’ovaio policistico, la rettocolite ulcerosa.

Chi ha sconfitto la sindrome metabolica, chi ha dimezzato le pastiglie per il diabete, chi ha mandato in regressione una malattia autoimmune.

Per questo, anche se per la maggior parte delle pazienti che si offrono di darmi una testimonianza si tratta della prima volta che parlano in pubblico, praticamente ogni loro storia è coinvolgente come un film.

Io stesso, che già conosco il loro percorso, le ascolto affascinato, mentre il gruppo è immerso in un silenzio irreale.

Il fatto è che sentire il racconto dal vivo, sincero, di come si sono ottenuti certi risultati, è davvero emozionante.

Tanto più che ogni paziente ha avuto il suo percorso, le sue problematiche, i suoi alti e bassi, i suoi momenti di rivelazione.

Ognuno, insomma, anche se i principi applicati sono stati gli stessi, ce l’ha fatta a modo suo ed ha la sua storia da raccontare.

C’è una cosa, però, che accomuna tutte queste testimonianze.

Non ho mai sentito nessuna, ripeto, nessuna di loro, dire mai che ottenere ciò che hanno ottenuto sia stato facile.

Davvero, zero persone su centinaia di pazienti che ho seguito con successo.

Cambiamento: incrementale o radicale?

Vedi, ci sono alcune persone che si mettono a dieta per togliersi 2 chili di troppo, rientrare di una mezza taglia, smaltire il sovraccarico delle feste, mettersi in forma.

Devono fare, insomma, piccoli, incrementali, cambiamenti della loro situazione.

Per queste persone, sostanzialmente qualunque dieta va bene. Con un po’ di attenzione e senza grande sforzo, otterranno il risultato che desiderano.

Per la maggior parte dei pazienti che tratto io, però, la situazione è completamente diversa.

Per prima cosa, non hanno 3-4 chili di troppo, ma sono almeno 10 kg in sovrappeso, quando non due o tre volte tanto.

Poi, non sono ingrassati durante le ultime vacanze di Natale o perché hanno fatto un paio di apertivi di troppo nell’ultimo mese, ma combattano con il loro peso corporeo da anni e anni.

Infine, hanno spesso patologie associate al sovrappeso e un metabolismo quasi sempre completamente sfasato.

Hanno quindi bisogno di una trasformazione radicale.

Siccome, però, al giorno d’oggi va di moda promettere scorciatoie per ogni tipo di problema, ecco che questi pazienti si ritrovano spesso vittime di chi vuole vendergli soluzioni “facili”

Il problema delle diete “facili”

Che cosa significa che una dieta è facile?

Nel gergo di chi la promuove, significa normalmente che è una dieta “senza rinunce”, ovvero, che potrai – più o meno in parte – continuare a mangiare ciò che ti piace tanto ma che ti fa male.

Per ottenere questo controsenso (se continui a mangiare quello che ti ha sempre fatto ingrassare, come fai a dimagrire davvero?) la dieta facile lavora su due fronti:

  • E’ fortemente ipocalorica: per fare spazio, cioè, al croissant o alle fette biscottate con la marmellata, si sacrificano in quantità più o meno grande altri alimenti più sani
  • Sostituisce i cibi ingrassanti con loro versioni dietetiche, come nel caso per esempio delle famigerate pizze cheto, delle creme “sapore di cacao”, dei biscotti dolcificati, e così via

A breve termine, come con qualunque altra dieta, il dimagrimento arriva puntuale.

A medio termine invece, queste diete sono quasi sempre un disastro.

Già in un altro articolo ho parlato di come una alimentazione ipocalorica sia in grado di instaurare un circolo vizioso che, in ultima analisi, altera il tuo metabolismo e ti riporta ad ingrassare. 

A questo, nella tipica “dieta facile”, si aggiunge un ulteriore problema:

la dipendenza da cibi e sapori “ingrassanti” aumenta invece di diminuire.

Se ci pensi, è logico che sia così.

Quando, piuttosto che rinunciare a un cibo che ti fa male:

  • Ti affami pur di fargli un po’ di spazio nella tua dieta
  • Cerchi continuamente prodotti che siano in grado di imitarlo

il risultato è che, anche se in quel momento te ne stai in parte privando, lo stai rendendo ancora più importante per te di quanto già non sia.

Inevitabilmente, dunque, tornerai a consumarlo come e più di prima.

Da ex fumatore, mi viene facile fare un paragone con chi, per smettere, passa alla sigaretta elettronica, si mette i cerotti di nicotina, o invece di dare un taglio netto si limita a diminuire il numero di sigarette che fuma.

Sono tutti stratagemmi che gli permettono di evitare la sofferenza e la crisi di astinenza dello smettere da un giorno all’altro.

Ma la sua dipendenza psicologica, invece che migliorare peggiora: tutti quegli espedienti, infatti, rendono la sigaretta ancora più sacra e preziosa, quando non è altro che una miscela di sostanze cancerogene, erba e carta.

E’ lo stesso effetto delle diete facili: ti permettono di consumare una serie di contentini che ti fanno soffrire un po’ meno all’inizio.

In cambio, però, non solo non ti liberi della dipendenza psicologica dal cibo, ma la peggiori, candidandoti così a non riuscire a ottenere risultati duraturi.

Il ciclo del cambiamento

Le diete Low Carb che consigliamo prevedono l’eliminazione quasi completa e per lunghi periodi di alcuni dei cibi più addictive che esistano.

Patatine fritte, pane, biscotti, merendine, pizza, croissant, focaccia, pizzette, bevande zuccherate, gelato…

Si tratta di cibi che non solo stimolano l’accumulo di grasso, rallentano il metabolismo e sconvolgono l’assetto ormonale, ma creano una vera e propria dipendenza psicologica e fisica.

Per questo non mi sogno né di lasciarli qua e là come “contentini” a discapito di alimenti più sani, né si sostituirli con imitazioni a basso contenuto di carbo ma, se possibile, persino più processate e pasticciate.

Credo infatti nell’assoluta necessità di spezzare il circolo vizioso della dipendenza e dare al corpo solo i migliori segnali.

Naturalmente, ai miei pazienti, non dico mai che il percorso che hanno davanti sarà facile.

Mi sembrerebbe infatti:

  • Di offenderli: se fosse davvero facile, come mai non ci sono ancora riusciti da soli?
  • Di prenderli in giro: come ho detto all’inizio, nessuna delle pazienti che ha raggiunto risultati straordinari menziona mai la parola “facile” nei suoi racconti. Non vedo dunque perché dovrei farlo io.

Tutte le cose importanti, tutti i grandi risultati, tutti i cambiamenti duraturi, richiedono sforzo e impegno.

Quindi,

prima ti togli dalla testa la litania tutta contemporanea della scorciatoia e del facile, prima si inizia ad ottenere risultati veri.

Allo stesso tempo, però, il fatto che il percorso che hai davanti non sia facile non significa neanche che non ne uscirai mai fuori e che la tua vita diventerà un sacrificio continuo.

Al termine di esso, infatti, non solo ti sarai liberata dei chili di troppo e probabilmente di un bel po’ di pastiglie, ma anche dalla dipendenza assurda da certi tipi di cibo.

A quel punto, magari ci rinuncerai tout court, senza mai più voltarti indietro.

O magari ne rimarrai consumatore occasionale e consapevole, senza comunque permettere che condizionino mai più la tua salute o il tuo peso.

In entrambi i casi, quello che proverai alla fine non sarà affatto sofferenza.

Sentirai invece

  • l’orgoglio di avercela fatta
  • la serenità di sentirti più sano
  • la soddisfazione di piacerti
  • la sicurezza di sentirti in controllo di quello che mangi
  • la certezza che il tuo stato emotivo non dipende più da un piatto di pasta.

Devi però dimenticarti dell’idea di dieta facile, e anzi, affrontare con slancio le rinunce che hai davanti.

Fanno parte del percorso. Sono una tappa obbligata da superare per raggiungere i tuoi obiettivi.

E noi siamo al tuo fianco per aiutarti a capire come affrontarle.

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L'autore dell'articolo è il Dott. Erik Gozzo

Medico Chirurgo.
Membro di Low Carb USA, vive e lavora fra Città del Messico e l’Italia
Esperto di nutrizione e comportamento, è autore del libro bestseller “Il Kata della volontà – Come ottenere una forza di volontà d’acciaio”
È coautore di “Carbo – Loop. Come spezzare il circolo vizioso che ci porta ad essere grassi, stanchi e sempre affamati”.

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